Perché l’Omeopatia è una tecnica terapeutica vincente?

Si definisce malattia un’alterazione dello stato fisiologico e psicologico di un individuo, capace di ridurre o modificare negativamente le normali funzioni dell’organismo ed il complesso di reazioni fisiologiche che ne deriva.

Hahnemann, il padre dell’Omeopatia, spiega nel suo libro “L’Organon dell’arte di guarire” come una “noxa patogena” determini uno stato patologico in un individuo sano.

 Quando un uomo si ammala è la forza vitale immateriale, di per sé attiva e presente in tutte le parti dell’organismo, la sola che, fin dall’inizio della malattia, risente dell’influenza dinamica dell’agente morboso contrario alla vita. Il medico può fugare questi perturbamenti morbosi (le malattie) soltanto facendo agire, su questa energia immateriale, sostanze dotate di forze modificatrici altrettanto immateriali, percepite dalla sensibilità nervosa presente in tutto l’organismo.

Quella che Hahnemann chiama forza vitale rappresenta l’energia, l’essenza dell’individuo che mantiene l’ordine e la coordinazione tra i vari apparati e fa si che l’uomo stia in perfetto equilibrio con se stesso e con l’ambiente esterno.

Questa “energia” è quella forza che ci fa alzare ogni mattina, che ci sprona a reagire difronte a situazioni difficili, che ci permette di lottare contro le diverse aggressioni che quotidianamente subiamo (fisiche, psicologiche, microbiche).

Oggi si sente molto parlare dell’importanza di seguire un corretto stile di vita e dell’influenza che questo può avere sulla salute dell’uomo, sul suo sistema immunitario; situazioni conflittuali, forti traumi, dispiaceri prolungati e stress minano questa energia che inizialmente tenta di reagire e di adattarsi, finché, perturbata cede il passo alla malattia.

Quante volte mi è capitato di sentire storie di neoplasie in persone che hanno vissuto un evento molto doloroso come la morte di una persona cara o la perdita del lavoro.

L’Omeopatia stimola l’autoguarigione, agendo su quella che Hahnemann chiama forza vitale; l’individuo acquista la forza e la voglia necessarie a lottare, a rialzarsi dallo stato spiacevole in cui lo ha spinto la malattia.

Il paziente riprende possesso della sua vita, ritrovando la condizione di equilibrio che aveva perso.

Dobbiamo volere per noi e per i nostri pazienti una medicina dolce, mirata e profonda e, per quanto è possibile, tentare di allontanare le situazioni che possano creare turbamenti e stress.

Qual è il vantaggio di avere un approccio omeopatico?

  • La possibilità di dare una risposta concreta anche in quelle situazioni che abitualmente non vengono trattate (ansia, agitazione, esuberanza o gelosia nel bambino).
  • La possibilità di trattare, senza rischi, anche categorie particolari di pazienti come neonati, donne in gravidanza, individui allergici o intolleranti.
  • La possibilità di considerare il paziente nella sua globalità, valorizzando anche quelle informazioni di solito considerate ininfluenti.

La conoscenza dell’Omeopatia e delle altre Bioterapie, nello spirito di una medicina integrata, fornisce al terapeuta uno ulteriore strumento  per affrontare, con sapienza e coscienza, le problematiche dei propri pazienti, soprattutto laddove la terapia convenzionale risulta poco efficace, inopportuna e/o gravata da eccessivi effetti secondari.

Dott. Marco Cappelletti

Dott.ssa Evelina Longavita

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